Pagine

Erano laggiù, allineati ai piedi dei pendii, venuti a vedermi per l'ultima volta,cornice vivente All'immagine finale! In una cortina di fiamme Li vidi e tutti riconobbi. Ciononostante intrepido Mi portai alle labbra il corno da guerra E soffiai. "Childe Roland alla Torre Nera giunse" (Robert Browning)

venerdì 17 aprile 2009

La pugnalata

Una mattina mentre il sole lo irradia con i suoi raggi primaverili, si rende conto che le uniche persone che lo vogliono bene e che non lo tradiranno mai sono i suoi genitori. Ha trascorso gran parte del suo tempo con diversi amici scherzato con loro, convinto della loro lealtà. E quella mattina viene pugnalato alle spalle e si volta per vedere il viso dell'assassino. Lo ricordava diversamente, il suo viso era, era cambiato. Non riesce più a focalizzarlo per la ferita infertogli al fianco. Non prova odio, solo tristezza. Non vuole portarsi nell’altra dimensione il ricordo di quel viso , ma vuole imprimere per l’ultima volta nella sua fragile anima la sua vecchia immagine. Mentre la sua vita annega nel sangue, l’amico lo guarda con occhi insensibile e giustifica il suo gesto “ Un tempo eravamo amici, ma la mia anima non riesce a riposare, sei negativo per la mia stabilità, dovevo proteggermi e l’unica soluzione era ucciderti “ . Con queste ultime parole l’amico, il traditore, l’ insensibile gli volta le spalle e si incammina. Si può udire il rumore dei sui stivali logorati dal tempo in quel silenzio tombale maledetto. Ora è solo, la sua vita continua a scemare, la terra beve il suo sangue avidamente. Non chiede aiuto, ma vuole utilizzare le sue ultime forze per ricordare i momenti più belli della sua vita. Il suo settimo compleanno,il primo giorno di scuola, la gita con i suoi genitori all'età di sette anni. Sono troppi i ricordi e piange per questo. Un ultimo gli ritorna in mente: Era seduto nel pavimento della sua cameretta con un amico dei tempi passati, ridevano, la spensieratezza baciava i loro volti, e mentre giocavano con un piccolo topino di plastica una voce giunse dalla cucina, “ bambiniiiiiiiii il gelato è pronto.”E come un telespettatore dei suoi stessi ricordi, vede per l’ultima volta quella scena e un ultima lacrima gli solca il viso. Poi solo il buio.Buio.
www.hpr7.com

2 commenti:

  1. Sempre questo stile poliziesco di omicidi trattano le tue storie... Io invece ero l'opposto di questa vittima. Credevo di più in alcuni amici, rispetto ad alcuni parenti...
    Che gusto era il gelato??? Sono curioso! Albicocca???

    RispondiElimina
  2. Armando stupisci sempre con i tuoi racconti!!!!!!!!!!!!!!!

    RispondiElimina